risarcimento danno

riga divisoria

Risarcimento del danno Diritto di surroga Responsabilità civile Liquidazione dei danni Assicurazione obbligatoria
seconda riga divisoria

Responsabilità civile

Nell'assicurazione della responsabilità civile, l'assicuratore è obbligato a tenere indenne l'assicurato di quanto questo in conseguenza del fatto accaduto. Durante il tempo dell'operativit√† della polizza assicurativa quindi, la compagnia deve pagare un terzo il risarcimento dei danni da sinistro in dipendenza della responsabilità dedotta dal contratto. Sono esclusi i danni derivati da fatti dolosi.
L'assicuratore ha la facoltà, previa comunicazione all'assicurato, di pagare direttamente al terzo danneggiato il risarcimento dovuto ed è obbligato al pagamento diretto se l'assicurato lo richiede.
Facciamo notare tuttavia che la legge n. 990 del 24 dicembre 1969, riguardante l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per i rischi derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e la navigazione dei natanti di determinate categorie, consente l'azione diretta del danneggiato nei confronti dell'assicuratore, il quale è quindi tenuto al risarcimento diretto nei limiti dell'obbligatorietà.

L'art. 18 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, modificata dal D. L. 23 dicembre 1977, n. 39, stabilisce che per l'intero valore nominale, l'assicuratore non può opporre al danneggiato che agisce nei suoi confronti nè clausole che prevedono l'eventuale contributo dell'assicurato al risarcimento del danno nè eccezioni derivanti dal contratto. L'assicuratore ha diritto di rivalsa verso l'assicurato nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o ridurre le prestazioni.
Tale legge vale naturalmente per i veicoli che circolano su strade del territorio italiano e per i natanti che si trovino nelle acque territoriali della Repubblica Italiana, anche se essi siano registrati presso Stati esteri.

Le spese sostenute per resistere all'azione del danneggiato contro l'assicurato, ad esempio in caso di incidente stradale sono a carico dell'assicuratore nei limiti del quarto della somma assicurata. Tuttavia, nel caso che sia dovuta al danneggiato una somma superiore al capitale assicurato, le spese giudiziali si ripartiscono tra assicuratore e assicurato in proporzione del rispettivo interesse. L'assicurato, convenuto del danneggiato, può chiamare in causa l'assicuratore (art. 1917 cc; norma inderogabile).

L'alienazione delle cose assicurate non è causa di scioglimento del contratto di assicurazione.
L'assicurato che non comunica all'assicuratore l'avvenuta alienazione e all'acquirente l'esistenza del contratto di assicurazione, rimane obbligato a pagare i premi che scadono posteriormente alla data dell'alienazione. I diritti e gli obblighi dell'assicurato passano all'acquirente se questi, avuto notizia dell'esistenza del contratto di assicurazione, entro dieci giorni dalla scadenza del primo premio successivo all'alienazione, non dichiara all'assicuratore, mediante raccomandata, che non intende subentrare nel contratto. Spettano in tal caso all'assicuratore i premi relativi al periodo di assicurazione in corso.
L'assicuratore, entro 10 giorni da quello in cui ha avuto notizia della avvenuta alienazione, può recedere dal contratto con preavviso di giorni 15, che può essere dato anche mediante raccomandata.
Se è stata emessa una polizza all'ordine o al portatore, nessuna notizia dell'alienazione deve essere data all'assicuratore e così quest'ultimo come l'acquirente non possono recedere dal contratto (art. 1918 cc).
terza rica divisoria
Cookie Policy